Da “DIREZIONE, PERCEZIONE E SENTIMENTO DEL SENSO” di Giorgio Bonacini
Se è vero, come crediamo, che la scrittura arriva ad essere poesia quando pronuncia la parola che non ti aspetti, e ti investe o ti accarezza con una voce che non è quella che attendi (e che forse non puoi attenderti, tanto è aliena dalle modulazioni comuni), spiazzando in questo modo anche un certo “conformismo” che appare, qua e là, anche nel lettore consapevole della fisicità fluttuante del suono della poesia, e del suo senso ramificato in direzioni che si intersecano; ebbene, se la poesia è questo (o anche questo) possiamo dire che il testo di Lamon, fin dal titolo, presenta una sottile ambiguità semantica che enuncia la sua autenticità come opera.
Lamon ci dà un esempio luminoso di parola amorosa fondante con una poesia di tre soli versi dal titolo Nari pori bulini: “Indolenziti intontiti accaldati / sfuriando bruciando bagnando / i corpi si ricordano”. Ecco, in questo ricordare c’è l’azione di trattenere a sé tutta l’effusione dei corpi, ma dislocata in una lontananza che solo la scrittura (ma è sufficiente anche solo il suo accenno) fa riemergere e riaccendere nei suoi tratti distintivi “che ci fanno bracieri”.
Quest’opera, con la sua struttura mobile (anche tremolante, ma di fremiti non di precarietà) contiene un percorso a più vie che si intersecano, piegano su se stesse, si incrociano, iniziano e si perdono, ma possono essere individuate e lette all’interno di una propria ramificazione che ne sostiene l’ondulazione del ritmo, lo scorrere dello sguardo, la frequenza del respiro o, più tecnicamente, una percezione, e un sentimento, del senso.
Incidere è un vero e proprio atto materiale che si contrappone a esprimere, perché in poesia non c’è nulla da esprimere ma tanto da imprimere. E Lamon è attento, e tanto più consapevole in un cantico che vuole essere d’amore, a non cadere nella trappola dell’espressione di sé, del suo chiuso discorso. Egli resiste per poter imprimere una parola (il nome) che sia nuovamente significata, che ritrovi il reale e il vero senza intermediazioni, ma solo attraverso “curvature da cercare / … / anche se tra i denti / le stagioni zampillano / sciolte negli eteri imprendibili”.
Note pratiche
“Con amoroso senso” di Michele Lamon (Anterem/Cierre)
è reperibile con relativa facilità, per essere un libro di poesia. Potete contattarmi o cercarlo sul sito comprovendolibri.it

