Vincono i contemporanei

da | Considerazioni

Considerato che i libri contemporanei sono pieni di refusi, stampati su carta scadente, male assemblati. Considerato che nei libri contemporanei le introduzioni (e le quarte di copertina, le schede ecc.) vengono scritte dall’autore stesso, che la grafica si situa tra il very trendy, il tirato via e l’imbarazzante. Considerati i titoli gettati a isteriche frotte sugli scaffali, gli eserciti degli stampati-in-tremila-copie-per-tenere-a-galla-il-fatturato.
Considerate le case editrici sfaticate, la distribuzione svogliata, i librai anaffettivi, i prezzi insostenibili.

Considerate le recensioni di amici, di giornalisti amici, di riconoscenti amici, di amici calcolatori, di amici “mi piace”. Le recensioni da parte di critici che si autodefiniscono tali, che vengono definiti tali da chi elogiano, che sono stati definiti tali dal loro psicologo infantile (il bambino è piuttosto critico…).
Considerata la virulenza della piaga editoriale contemporanea più grande in assoluto: l’editing.

Considerato ciò, sì: i lettori forti di adesso sono infinitamente più eroici dei loro predecessori.

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