Gli scrittori maledetto

da | Considerazioni

C’è stata un’epoca che ha dato alla luce i poeti maledetti, in questa invece imperversano gli scrittori maledetto.
Gli scrittori maledetto sono quelli che, affermati, esordienti o aspiranti, sono addivenuti alla pragmatica illuminazione che per avere successo e vendere bisogna imitare gli americani. I quali hanno sviluppato una scrittura consona alla loro cultura e al loro ambiente.
Per rimanere tali, i grandi, vuoti spazi americani necessitano che siano evitati gli ingombri eccessivi. È sicuramente per questo nobile scopo conservativo che nella letteratura d’oltreoceano concetti, trame e vocabolario sono ridotti all’osso. Il bravo pioniere evita di caricare sul carro futili orpelli.
Gli americani di casa nostra si adeguano compitamente, con lo scopo, mercantilmente parlando, di viaggiare sulla scia dei loro maestri.
Nella striminzita cassetta degli attrezzi made in USA troviamo, appunto, anche il “maledetto”. “Maledetto” è l’interiezione e il rafforzativo universale di ogni accorata descrizione, di ogni fermo intento, di ogni agitato dialogo, di ogni enfatica esclamazione.
Naturalmente gli scrittori maledetto sono consci dell’esigenza di introdurre delle variazioni per

mantenere avvinti alla pagina i loro lettori, e maneggiano con grande disinvoltura creativa anche “maledettissimo”, “stramaledetto”, “stramaledettissimo” ecc.
Se poi l’effetto dirompente deve essere ancora più sfavillante, provocatorio, scandaloso, ecco arrivare “fottuto”, con tutto un planetario di “fottutissimo”, “strafottuto” e via meravigliando.
Il bello è che alcuni scrittori maledetto hanno appreso tutto questo senza leggere un sola pagina di autori americani, né di altri autori. Sono coloro, tra gli scrittori maledetto, che sanno che un quarto d’ora di zapping vale più di mille fottute parole.

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