Dialogo tra un inattuale e un contemporaneo

da | Scenette

Inattuale (guardandosi intorno): «Che secolo mediocre».
Contemporaneo: «Pazienza, facendo media con gli altri magari il genere umano nel complesso si salva».
Inattuale: «Ragionamento tipico dei mediocri».
Contemporaneo: «Be’, non si può dire che la nascondiamo, la nostra mediocrità. La nostra schiettezza non è mediocre, per così dire».
Inattuale: «Lo è il vostro senso del pudore».
Contemporaneo: «Cosa ce ne facciamo del senso del pudore? Al momento comandiamo, insegniamo, governiamo, informiamo, facciamo arte…»
Inattuale: «E il vostro orizzonte è così congenitamente ristretto che non vedete la fine di tutto ciò».
Contemporaneo: «L’eternità è la cosa più semplice del mondo».
Inattuale: «Con voi è impossibile ogni dialogo, non avete alcuna volontà né capacità di ascoltare, capire, cambiare».
Contemporaneo: «Certo, ma chi non è come noi non lo sa, e continua a provare e provare, poveretto. Noi rispondiamo sempre sì e veniamo sempre creduti».
Inattuale: «Per quanto tempo ancora pensate che vi riesca questo inganno?»
Contemporaneo: «L’abbiamo detto prima: per l’eternità».
Inattuale: «Ma la vostra eternità è ben misera cosa».
Contemporaneo: «Anche fosse, poco importa, dato che è quella in cui stiamo trascinando tutti».

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