Marito e moglie. Lui scrittore, lei diva, esigenze alquanto diverse. Lei per la sua carriera deve frequentare gente che parla di fotografie, Shakespeare, coerenza del personaggio o pederastia con gergo da fare accapponare. Ma gente del genere a Brancati uccide l’ispirazione, preferisce la solitudine, il ritiro, la conversazione con gente umile.

11 Maggio 1946, Vitaliano Brancati ad Anna Proclemer

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Anna Proclemer

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