Audiofilia

da | Scenette

La Brasiliana rientra dal jogging mentre sto ascoltando musica in soggiorno (non a basso volume). Si toglie gli auricolari del suo microscopico lettore, guarda le casse che torreggiano contro la parete, guarda me, scuote la testa e se ne va.
Dieci secondi dopo mi arriva un messaggio: “L’audiofilia, lo suggerisce la parola, è una perversione”. Le rispondo: “Sarà pure. Non mi pare però che tu sia così contraria alle perversioni”.
“Ma alcune sono proprio ridicole”.
“Se è per questo, le perversioni hanno quasi tutte del ridicolo. Non c’è ragione per cui la mia dovrebbe spiccare sulle altre”.
“Secondo te no? Tu sei perverso con le orecchie, non so, datti un posto in classifica”.
Il mio solito errore: non spegnere il telefono fin dal primo messaggio.