25 Febbraio 1943, Valentino Bompiani a Cesare Zavattini
Il leggendario editore ha in comune con l’amico la voglia di continuare l’attività intellettuale nonostante la guerra che imperversa. Intravediamo la possibilità, che pochi hanno, di rifugiarsi in luoghi tranquilli e perfino belli, ma le bombe cadono e tutto è relativo. Per noi sono situazioni difficili da immaginare.