La Ruspi, una delle rivali di Claretta, non vuole lasciare Roma. Petacci pianta una scenata tipica del suo temperamento, che è ben lontano dalla timidezza civettuola simulata nei primi tempi. Il suo scopo è intimidire il dittatore e le sue sfuriate spesso raggiungono lo scopo.

24 Maggio 1938, Claretta Petacci annota sul diario

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