Incidenti nei pressi di R.M. – pag.15

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Musli Robertino, difficoltà scolastiche

Personaggi: R.M., i compagni di classe tra cui Marta, Claudia e Armando (ma non ha importanza), la maestra

Per svolgere il tema, anche Robertino piegava in due per il lungo il foglio protocollo, così come facevano tutti i suoi compagni in un concertato crepitare e frusciare di carta, solo che poi, anziché scrivere sul lato sinistro, come andava fatto, egli stendeva il testo a cavallo della piega. Alle canzonature sottovoce dei vicini di banco rispondeva che in questo modo la maestra poteva correggere meglio: solo avendo spazio su entrambi i lati era possibile segnalare per bene sia gli errori a destra che quelli a sinistra.
La maestra gli ordinò più volte, con le buone e con le cattive, persuasiva e perentoria, con pazienza e a staffe perse, che il componimento andava scritto tutto sul lato stabilito. Non c’era verso.
Ebbene, minacciò infine la docente una mattina di compito in classe, tu puoi continuare a scrivere come ti pare, io prenderò in considerazione solo le parole che si trovano a sinistra, mentre quelle a destra per me saranno come inesistenti. Vedremo che bel compito da correggere! Vedremo che bel voto verrà fuori, con tutte le frasi che resteranno bucate o a mezzo!
Le frasi che faccio io sono sempre complete, obiettò timidamente lo scolaro, però così come dice non mi correggerà gli errori destri, maestra. Fai silenzio e non disturbare.
Il tempo a disposizione terminò, i ragazzini consegnarono, e la maestra non poté trattenersi dal buttare l’occhio sul lavoro dell’ammonito. Era scritto come al solito. Sospirò, allungando la mano verso la borsa per prendere la matita rossa e blu. Si accingeva seduta stante a tracciare una traversata in diagonale da suggellare col voto più basso ammissibile, quando con incredulità, stupefazione, quasi sgomento, si rese conto che considerando, come da lei promesso, solo le parole a sinistra della piega del foglio, lo scritto era perfettamente leggibile. Anzi, lo scritto era leggibile in tre modi: le due metà e la loro somma. Comparivano sì degli errori, come era normale aspettarsi da un qualunque giovane scolaro, ma le parole e le frasi avevano forma compiuta sia nelle singole mezze colonne che nell’intero del testo. Perfino gli a capo si risolvevano ora in una parola ora in un’altra, a seconda di quale fosse il punto d’inizio della riga sottostante. E ormai era certa che anche i compiti precedenti fossero stati scritti allo stesso modo, solo non se ne era mai accorta.

La maestra trascorse alcuni giorni di sbandamento, di dubbi retrospettivi, di domande che poneva a sé e alle cose, di risposte cercate secondo approcci differenti dai suoi canoni consolidati.
Non erano giorni piacevoli. Nel leggere un articolo di giornale l’occhio le sconfinava verso le colonne adiacenti; le insegne non erano più indicazioni della presenza dei negozi, ma risultati di partite a scarabeo tra un lato e l’altro della via.
Perfino la scritta “tenere lontano dalla portata dei bambini” assumeva un nuovo significato, la vedeva riferita non al prodotto bensì all’etichetta stessa: tenere cioè questa lontano dai bambini, perché potrebbero trasformarla, manipolarla, sabotarla, rendendo pericolosamente ignota la sostanza che essa è preposta a identificare.
Un pomeriggio l’edicolante la distolse, a fatica, da un imbambolimento davanti all’angolo delle riviste di enigmistica. Nel sentirsi ripetutamente domandare «Signora, le piacciono gli enigmi?» lo spirito forte e dedito della professionista si riscosse. Non che ci fosse bisogno davvero di un intervento esterno, era solo questione di tempo perché il collaudato precetto si riaffermasse a pieno spazzando via la sciocca crisi: i cuccioli umani da Adamo in qua sono tutti uguali e privi di educazione. Questo è quanto occorre tenere presente.
Restituita alla sicurezza in se stessa, ebbe anche la giusta ispirazione per risolvere vittoriosamente la piccola faccenda.

Volevi fare il furbo, disse la maestra tre settimane dopo, alla riconsegna dei compiti corretti; volevi fare il furbo, ma io sono più furba di te. Ho letto la parte destra e ho segnato gli errori, ho letto la parte sinistra e ho segnato gli errori, ho letto l’insieme e ho segnato gli errori, considerando come nuovi gli errori ad ogni lettura, anche se erano gli stessi. Indovina il risultato dopo che li ho sommati. Il risultato è il voto peggiore di tutta la classe. Sei soddisfatto? E aggiungo che se continui così ti sarà molto difficile arrivare anche alla sola sufficienza. Vedi quindi di piantarla di fare il presuntuoso e di metterti al passo con i tuoi compagni, se ci tieni ad andare avanti e se vuoi che gli altri ti considerino una brava persona.

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